Le
chiese, con il loro silenzio e la penombra, sono il luogo ideale per fermarsi
un attimo. Quella di Monticchiello poi è perfetta con i suoi affreschi, anche
per essere visitata, e farvi una sosta un po’ più lunga.
Ieri, appena vi sono entrata, mi sembrava molto buia, ma dopo qualche minuto gli occhi si sono
abituati, e mi sono accorta di un ospite insolito, per un luogo di culto. Un
gatto grigio con le zampette bianche si è avvicinato, e nel silenzio il suo
miagolio era ancora più squillante. Ho provato ad aprirgli la porta, credendo
che fosse rimato chiuso dentro, ma invece di uscire, si è allontanato verso il
centro della chiesa. Allora l’ho lasciato stare, e ho proseguito anch’io verso
l’altare, circondato da affreschi. Ho pensato che quel gatto sapesse dell’afa
all’esterno, e avesse preferito restare lì. Ma dopo aver fatto il giro della
chiesa, mi sono accorta che in un angolo c’era una ciotola con del cibo. Evidentemente
il gatto grigio non era lì per caso, ma un piccolo sagrestano a quattro zampe.

Nessun commento:
Posta un commento