domenica 5 luglio 2015

Il rifugio di un ospite insolito

Le chiese, con il loro silenzio e la penombra, sono il luogo ideale per fermarsi un attimo. Quella di Monticchiello poi è perfetta con i suoi affreschi, anche per essere visitata, e farvi una sosta un po’ più lunga.

Ieri, appena vi sono entrata, mi sembrava molto buia, ma dopo qualche minuto gli occhi si sono abituati, e mi sono accorta di un ospite insolito, per un luogo di culto. Un gatto grigio con le zampette bianche si è avvicinato, e nel silenzio il suo miagolio era ancora più squillante. Ho provato ad aprirgli la porta, credendo che fosse rimato chiuso dentro, ma invece di uscire, si è allontanato verso il centro della chiesa. Allora l’ho lasciato stare, e ho proseguito anch’io verso l’altare, circondato da affreschi. Ho pensato che quel gatto sapesse dell’afa all’esterno, e avesse preferito restare lì. Ma dopo aver fatto il giro della chiesa, mi sono accorta che in un angolo c’era una ciotola con del cibo. Evidentemente il gatto grigio non era lì per caso, ma un piccolo sagrestano a quattro zampe.   

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