Era da un po’ di tempo che volevo iniziare a
scrivere un blog sul luogo dove abito. Nonostante mi piaccia viaggiare,
prediligo gli spostamenti brevi e preferisco assaporare ogni luogo nella sua
quotidianità. Inoltre amo la Toscana, in particolare la provincia di Siena,
dove risiedo da quasi tutta la vita. Di recente mi rattrista sentir parlare di
Italia quasi sempre in termini negativi, eppure quando mi guardo intorno, vedo
ancora un paese bello, che vale la pena di essere conosciuto, perché ti
arricchisce l’anima. Da questo pensiero è scaturito il desiderio di raccontare
della mia Toscana felice, dei suoi odori, colori, sapori e di tutto ciò che di
sorprendente appartiene a questa terra. La voglio osservare con i miei occhi,
ma anche con quelli di chi mi sta intorno, e vuole rendere più accogliente
questo territorio, e persino con quelli dei turisti che vengono a visitarla da
lontano. Perciò sul mio blog racconterò dei viaggi in luoghi che conosco bene,
ma che riservano sempre delle piccole sorprese, e cercherò di esplorare la
Toscana con la curiosità di un viaggiatore e, allo stesso tempo, con il
sentimento di chi sa di appartenervi.
Ma la spinta finale per mettermi davanti al
computer a scrivere e rendere reale quest’idea che mi frullava in testa da un
po’ mi è arrivata qualche giorno fa... ed ecco che vi racconto cos’è stato, o
meglio chi è stato a convincermi a iniziare questo blog.
Quasi tutte le settimane percorro la stessa strada,
da Trequanda, un piccolo paesino di seicento abitanti, ad Abbadia San Salvatore, vicino al Monte Amiata,
una volta all’andata e un’altra al ritorno. Sono una cinquantina di chilometri
di strada, ma quando non sono io a guidare, scruto costantemente intorno a me,
dove scorre un paesaggio fantastico. Qualche giorno fa stavo tornando da
Abbadia e il tempo era buono, nonostante facesse molto freddo. Giunta sotto
Pienza ho chiesto al mio fidanzato di poter scendere un attimo. La piazzola
dove ci siamo fermati era sterrata; da un lato si vedeva Pienza, mentre su
quello opposto si estendeva la Val d’Orcia. Il sole iniziava a calare, perciò
anche le temperature stavano scendendo. Ho scattato alcune foto, ahimè con il
cellulare, perché non avevo con me la macchina fotografica, e stavo per
risalire in macchina, quando mi sono accorta che un’altra auto si era fermata
poco lontano. Dentro c’era una coppia di ragazzi dai lineamenti orientali, ma
dalle poche parole che ho gli ho sentito pronunciare parlavano americano. La
ragazza è scesa dalla macchina, indossava un piumino bianco corto e dei
paraorecchie di pelo celeste. Era evidentemente una turista che per farsi
fotografare con quel paesaggio alle spalle stava sfidando il freddo, e si
metteva in posa davanti al ragazzo.
Ho pensato che sia io che lei ci eravamo fermate
entrambe sulla stessa piazzola per fotografare un luogo magnifico. Chissà quanti
chilometri aveva fatto per trovarsi come me lì a cercare di fermare in uno
scatto il ricordo di un posto che l’aveva colpita? Invece io passo per quello
stesso luogo ogni settimana, ma non per questo non resto sorpresa da ciò che
vedo. Per questo ho deciso di iniziare questo blog, dedicato a chi ama questo territorio,
a chi ci è passato, a chi lo vede continuamente, o sogna di venirci almeno una
volta nella vita.
Spero che vogliate accompagnarmi in questo giro
toscano... e alla ragazza con i paraorecchie celesti non mi resta altro che
augurare “buon viaggio”!

