Tre giorni di ferie all’ultimo momento
capitano di rado. Che fare quindi? Passarli a casa tranquilli, o cercare un
albergo, e iniziare a riempire il trolley?
Così mi è venuto in mente un posto
facilmente raggiungibile, che volevo visitare in tutta calma, come piace a me.
Adoro godermi ogni luogo come se fosse la mia casa per qualche giorno. Il
sabato mattina siamo perciò partiti alla volta di Lucca.
Per un traduttore di manga come me questa
città toscana significa soprattutto Lucca comics. Durante quel periodo ti
diverti, ritrovi gli amici amanti del settore, guardi le ultime tendenze di
fumetti, e ogni anno capisci che ci sono sempre nuovi e vecchi lettori. Però è
un po’ difficile vivere la città con le sue magnifiche mura, con i tanti angoli
che parlano di Puccini e delle sue opere, con le sue moltissime e bellissime
chiese. Visitarla d’inverno non ha lo stesso sapore che per il Lucca comics,
non c’è la stessa moltitudine di gente, ma ha l’aroma del buccellato appena
sfornato (un dolce tipico con uvetta e anice), e il suono della giostra in
piazza Napoleone.
Lucca ha un che di elegante, nei negozi,
nell’albergo che ci ha ospitato, e nei ristoranti dove abbiamo cenato. Ma di
un’eleganza che non si vede più in giro. Ho avuto l’impressione di essere stata
catapultata indietro nel tempo, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento,
come se fossi un contemporaneo di Giacomo Puccini.
Lucca è soprattutto una città “protetta”.
Passeggiare lungo le mura è un’esperienza fondamentale per chi la visita, e noi
abbiamo dovuto aspettare la domenica mattina, a causa della pioggia. Ma andiamo
con ordine, perché questo soggiorno lucchese deve essere raccontato con calma.
Il sabato, appena arrivati, in piazza
Napoleone abbiamo trovato il mercato dell’antiquariato, perfetto per una città dal
gusto retrò. Peccato per la pioggia che bagnava i comodini in legno e i
centrini a uncinetto delle varie bancarelle... ahimè, faceva un po’ passare la
voglia di fermarsi a guardare. Ma il brutto tempo ci ha portato a visitare le
numerosissime chiese. In effetti avevo sbirciato le previsioni meteo su
internet, e uno dei motivi per cui avevo scelto Lucca era proprio che in caso
di pioggia ci saremmo potuti rifugiare in qualche edificio.
Dopo la chiesa di San
Michele in Foro, ci siamo diretti al Museo di Palazzo Mansi, dove è inevitabile
restare sbalorditi dalla sontuosità dei salotti di parata, con gli arazzi della
fine del Seicento, e dalla maestosa camera da letto. Al piano terra del museo
si trova un laboratorio di tessitura con i telai e gli arcolai, dove sono
andata alla ricerca di un fuso. Avete presente quello che si vede nel cartone
Disney della bella addormentata? Inutile dire che sono stata tentata di toccarlo
e provare a pungermi...

Dopo il museo abbiamo passeggiato fino alla
chiesa di San Frediano, sulla cui facciata d’ingresso è presente un mosaico raffigurante
l’Ascensione di Cristo, che la distingue da tutti gli altri edifici religiosi. E
io che adoro i mosaici non potevo di certo farmela scappare, né potevo evitare
di eleggerla la mia chiesa preferita a Lucca.
Altra particolarità della città è quella di
essere piena di forni e pasticcerie con le loro vetrine colme di torte, in
particolare alcune avevano un composto simile a una salsa verde sopra. A quanto
mi hanno riferito sono delle torte di verdure tipiche di Lucca. Non ho avuto
occasione di assaggiarle, ma la prossima volta me ne porterò a casa una.
La prima serata lucchese si è conclusa a
piazza Napoleone, dove era l’albergo che avevamo prenotato, e dove le bancarelle
dell’antiquariato erano state accuratamente ricoperte da teloni, in attesa che
la mercanzia nascosta sotto venisse esposta di nuovo il giorno successivo.




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